Viaggio, con cura

La Forza della “Non Condivisione”

Ebbene sì, imparare a gestire le proprie relazioni con ciò che ci circonda è uno di quei traguardi che tutti dovremmo porre tra gli obiettivi “must-do”. Parlando di Lusso Gentile, infatti, abbiamo spesso sottolineato il valore delle relazioni e di quanto questo connubio di parole ossimorico sia fondamentalmente centrato su di esse: relazioni con le persone, con il proprio lavoro, con i nostri affetti, con certe pratiche che, se non ben gestite, possono davvero mettere a repentaglio la qualità della propria vita. Ed oggi, ci concentreremo proprio su quest’ultime. Nel dettaglio, sulla relazione con il mondo digitale.

Una bella prospettiva di vita, direi!

Si parla sempre di gentilezza verso gli altri, tralasciando sempre quella parte parimenti importante: la gentilezza verso sé stessi, verso quel cuore e quel cervello che vi accompagneranno per il resto della vostra vita. 

Choosing a Focused Life in a Noisy World”: il libro Digital Minimalism è un ottimo spunto per iniziare un percorso di cambiamento (tra l’altro citato nell’home page del nostro sito e di grande ispirazione durante la genesi di Lusso Gentile”).  Ma ora vi starete chiedendo: cos’è il Digital Minimalism? Un semplice percorso di 30 giorni dove si effettua una sorta di declutter, un’eliminazione dunque di tutte quelle attività connesse al digitale e che, pensandoci bene, non portano valore aggiunto. 

Il libro Digital Minimalism di Cal Newport

By following a thirty-day “digital declutter” process, you’ll learn to rethink your relationship with Social Media, prioritize meaningful conversations over low quality text chains and rediscover the pleasure of the offline world.

Come è nata l’ispirazione per questo articolo

La Sheick Zayed Mosque di Abu Dhabi

Mi trovavo con Sara, la mia compagna di vita e primo contatto con questo nuovo mindset, nella meravigliosa Sheikh Zayed Grand Mosque di Abu Dhabi. Oltre ad aver notato che i responsabili dell’accoglienza turistica di questo magico luogo sacro avevano pensato bene di indicare con veri e propri cartelli gli “instagrammable spots”, – un’azione che, se rappresentante di una forzatura, non potrà mai essere considerata “gentile” –  ad un certo punto ci siamo trovati al cospetto di un trionfo di architettura persiana, Moghul e moresca, tra uno dei tappeti più grandi della storia e il mosaico in marmo del Guinness dei Primati. Distolta volontariamente, per un attimo, l’attenzione da quello spettacolo dell’ingegno umano, ci siamo accorti di una cosa: eravamo circondati da 200 persone, il 99% delle quali intente a fare video e foto, godendosi lo spettacolo live attraverso uno schermo – come se il telefono avesse più pixel della retina umana.

Uno dei capolavori di Bansky esposti alla Stazione Centrale di Milano

Cosa dovremmo fare nel Lusso Gentile?

Nei confronti dei nostri collaboratori, creare un ambiente che  possa stimolare la relazione umana cercando di limitare il contatto con il digitale ove non necessario. Per comunicare in un ufficio, da una scrivania all’altra, si invia una mail? Ecco, lì c’è qualcosa che non va! Poi, educare al corretto utilizzo del digitale: infatti, è ormai legge fisica il fatto che controllare continuamente le notifiche del telefono durante l’orario di lavoro va pesantemente a inficiare efficacia, efficienza e, soprattutto, il benessere psicofisico. Come ha detto Brunello Cucinelli in una recente intervista che ho molto apprezzato (sotto, un estratto), “Pensate che qualcuno davvero vi prenda a lavorare se siete molto connessi? NO! Vuol dire che hai un tasso di deconcentrazione altissimo!”.

Selezionare ciò che veramente ci può migliorare

Una filosofia che tratti la tecnologia come un’azione in cui ci si concentra su un numero di attività selezionate con cura e amore che abbiano il potere di rafforzare ciò che più amate fare, leggere o vedere. Lo conoscete il caso del Snakes&Lattes Cafè? Un luogo normalissimo, che serve un caffè normale e del cibo assolutamente in linea con gli standard, senza nessuna sfumatura indimenticabile. Cosa fa di diverso dagli altri? Il Board Game Cafè. In pratica, entravi con un gruppo di amici e, al tuo tavolo, potevi ordinare, oltre alle classiche “comande” da bar, anche un gioco da tavola selezionato dalla ricchissima collezione del locale.

Il famoso Snakes&Lattes Cafè di Toronto

E il Lusso Gentile del futuro?

Cosa mi immagino per il futuro del lusso? In un Hotel, magari un libro in couverture, appoggiato sul cuscino e magari accompagnato da una lettera scritta a mano (come quello standard meraviglioso che impone di mettere un segnalibro al libro trovato aperto in camera e di appoggiarlo sul comodino – non un turn-down, una poesia!). Più libri, meno inviti ad andare online.

Godersi una cena senza la necessità di osservare lo schermo del telefono?

E al ristorante? Mi viene in mente una frase del mio amico Antonio Marson – uno dei direttori d’hotel più famosi di tutti i tempi – che l’altro giorno mi ha confidato (a fronte del mio fastidio per un commensale che faceva squillare il telefono durante il pranzo): “Sai Gianluca, una volta, al Cipriani, lo chef fece scrivere in sala ‘Il prolungato squillo del telefono potrebbe alterare la cottura del risotto’”. Che magia!

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